|
Comune della provincia di Catanzaro, costituito dal capoluogo omonimo e dalle frazioni Accaria, Angoli, Cancello, Migliuso, San Michele. Il territorio di 41,20 Kmq, formato da monti, valli e piani con boschi e campagne aperte e coltivate, situato sul versante tirrenico della Sila Piccola, confina con i comuni di Amato, Decollatura, Feroleto Antico, Lamezia Terme, Pianopoli, Platania, San Pietro Apostolo. Il centro abitato di Serrastretta è su un rilievo boscoso alla destra del fiume Amato, a 840 metri sul livello del mare; dista 37 Km da Catanzaro, cui è collegato con una strada provinciale che si congiunge con la S.S. 19 delle Sile. Cenni storici: Il paese fu fondato nel 1383 da alcune famiglie provenienti da Scigliano che vi trovarono rifugio e vi restarono, attratti dalla salubrità del luogo e dalla limpidezza delle sue fonti. Il nome di Serrastretta deriva dalla collocazione del paese in una gola stretta tra due ordini di monti dette Serre nel territorio di Feroleto, del quale ne fu villaggio e ne seguì le vicende feudali passando dal dominio dei duchi di Caracciolo a quello dei conti D'Aquino. Questi ultimi vi eressero, nella parte bassa del paese, un palazzo, come sede estiva, oggi denominato Il Castello. Tramontato il feudo dei D'Aquino, Serrastretta alla fine del 1700 passò al regio demanio. Fondati da Serrastrettesi, furono suoi villaggi Migliuso, Angoli, S.Michele, Jevoli, Accaria, Polverini. Anche Sersale deve la sua origine ad alcuni Serrastrettesi che nel 1620 ebbero la facoltà di edificare case e coltivare quelle terre. Particolarmente travagliata fu la sua storia quando nel 1805, a seguito di Napoleone, i Francesi occuparono l' Italia meridionale per farne un solo regno. Alla rivoluzioni scoppiate all'arrivo dei Francesi si aggiunse la piaga del brigantaggio, con grosse bande di partigiani dei Borboni che imperversavano nella zona devastando campi e raccolti e commettendo furti ed omicidi. Alla sconfitta di Napoleone riprenderanno il potere i Borboni, mentre nasceranno le società segrete dei Carbonari che "alimentarono il fuoco della riscossa e le masse del popolo, malcontente del dispotismo...della polizia borbonica". Fu proprio nel 1820 che alcuni patrioti liberali di passaggio a Serrastretta piantarono in Piazza Pitagora un bagolaro, chiamato " Milicuacciu". L'albero enormemente cresciuto nel tempo, per quasi due secoli è stato testimone delle vicende umane liete e tristi dell'intero paese. "La vita dei ragazzi del mio tempo si trascorreva quasi tutta in piazza sotto la maestà della tua chioma" dice Francesco Pingitore, insegnante del luogo e poeta dilettante, in un'accorata poesia composta quando "un male oscuro" agli inizi degli anni Novanta ne rese necessario il suo abbattimento e provocò negli animi dei serrastrettesi sentimenti di dolore e di rimpianto.Sede del Giudice di Pace e della Pretura, dell'Ufficio del Registro, delle Imposte Dirette e del Catasto, Serrastretta fu fino agli anni, immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, uno dei più importanti centri della zona, dopo Nicastro. Economia: Nei primi del Novecento si costituì la S.I.E.S. (Società Idroelettrica Serrastretta) una fra le prime società del Sud capace di erogare energia elettrica con una macchina alimentata da forza idrica per l'illuminazione pubblica e privata del comune. Numerose in quegli anni furono anche le iniziative di solidarietà sociale quali la "Società Operaia Unione del Lavoro", la "Società Agricola", le "Cooperative dei Sediari" e la "Federazione Calabrese dei Diritti e dei Doveri". Centro agricolo rinomato per la produzione delle patate e delle castagne, ricco di boschi, dove abbonante è la raccolta dei funghi, Serrastretta è famosa anche nella manifattura dei salami (soppressate, salsicce, capicolli) e nella conservazione di prodotti stagionali (sottoli, sottaceti). Ma il vero fattore trainante di sviluppo è l'artigianato del legno, nella produzione di mobili e soprattutto nella fabbricazione di sedie. E' questo infatti il settore che conferisce al paese il titolo di vera e propria capitale della sedia in Calabria. Riunitisi da alcuni decenni in cooperativa, i continuatori della tradizionale fabbricazione di sedie, accanto ad artigiani che fanno della sperimentazione e dell'innovazione la loro arma vincente, producono sedie di vario tipo che si vanno accreditando sempre di più sui mercati non solo calabresi. Antica è la tradizione della coltura del gelso e del lino, che recentemente, grazie all'iniziativa di giovani imprenditori, è stata ripresa e rivalutata. Ancora usati in molte famiglie sono i telai a mano per la essitura di coperte di seta e di lana. Di particolare rilevanza è in località Cantoni una vena di pietra tufacea rossa. Un'intensa e meritoria opera di promozione delle risorse e delle tradizioni locali si deve, negli ultimi tempi, alla Pro Loco e ad autonome associazioni di quartiere. Beni architettonici: Il Castello, dimora estiva dei conti d'Aquino, Palazzo Bruni, Palazzo Perri, Palazzo Talarico, Palazzo Maruca, Palazzo Pingitore. Monumento dedicato ai caduti della grande guerra, ispirato alla "Nike di Samotracia", fuso nel bronzo dallo scultore Fortunato Longo nel 1920. Chiesa Matrice al cui interno interessante è il Fonte Battesimale in periodite cumulitica color verde scuro a forma ovoidale, scolpita da autore ignoto tra il XVI e il XVIII secolo; il coro ligneo collocato dietro l'altare maggiore, opera di pregevole fattura realizzato tra il 1770 e il 1773 da maestranze locali e di Scagliano; la porta centrale della chiesa con pannelli decorativi sovrapposti di ottima fattura artistica fuse in bronzo dal prof. Giuseppe Farina nel 1987, riproducenti scene sacre; sulle pareti, dipinti realizzati da pittori della seconda metà del ‘700 e la prima metà dell'800, nonché affreschi del pittore Carmelo Zimatore risalenti ai primi del ‘900, recentemente restaurati. Sito Congrega di S. Gaetano da Tiene, Chiesa dell'Annunziata (ruderi), Mulino Gigliotti )Contrada Fiumarella), Mulino Ricciotti, Fabbrica della lana (Loc. San Nicola), Mulino Mascaro, Mulino Scalise (Loc. Fiume Verre), Casino Fortificato "Castello Comisi", "Organzini" fabbrica della seta. Museo della civiltà contadina e dell'artigianato. Accaria: Palmatico Palazzo d'Aquino. San Michele Palazzo Pecoraio, Chiesa di San Michele Arcangelo. Migliuso: Palazzo Fragale, Casa De Fazio.
|